26 Febbraio 2025
È una classica mattinata sanremese, con il cielo velato che ricorda una dama di classe: mai troppo sfacciata, sempre vagamente snob. Il tempo gioca a creare illusioni e magia, come una Fata Morgana che ci riporta agli splendidi anni della Belle Époque. L’epoca in cui la Riviera dei Fiori era il rifugio prediletto per scienziati, artisti e scrittori.
L’Arrivo di Amélie Nothomb

A rinnovare questo incanto è l’arrivo di Amélie Nothomb, un’autrice iconica per il suo stile e fascino, giunta sulla nostra riviera ligure per presentare il suo nuovo capolavoro narrativo: L’impossibile ritorno.
Accolta da una folla di lettori curiosi e adoranti, Amélie Nothomb, vincitrice del Grand Prix du Roman con Stupore e tremori e del Premio Strega Europeo con Primo sangue, è attesa nel pomeriggio al Casinò di Sanremo e poi in serata all’Auditorium della Camera di Commercio di Imperia.
La stampa ha l’opportunità di intervistare Amélie durante un raffinato happening organizzato dall’Hotel Riviera dei Fiori. L’hotel è la cornice perfetta per quello che diventerà un esclusivo salotto letterario, un progetto di accoglienza pensato per i cultori della letteratura, come ci rivela la proprietaria Benedetta Cozzi Parodi.
L’Hotel Riviera dei Fiori di San Lorenzo al Mare ospiterà la scrittrice in quella che ci ha confessato essere la sua prima notte in un albergo direttamente sulla riva del mare, esperienza che mitiga quel senso di nostalgia che l’accompagna in ogni suo viaggio e che, parafrasando il suo ultimo libro sul Giappone, le fa desiderare un possibile ritorno.
Un’infanzia nomade
Amélie, figlia di una delle famiglie più in vista di Bruxelles, ha vissuto un’infanzia all’insegna del movimento. Al seguito del padre diplomatico, ha attraversato il mondo, dal Giappone alla Cina, fino ai luoghi più poveri della Birmania e del Bangladesh. Questo percorso di vita ha instillato in lei un profondo senso di sradicamento, un tema centrale nel suo ultimo libro, L’impossibile ritorno.
Un amore non corrisposto per il Giappone
Dopo aver raccontato la sua tragica esperienza lavorativa in Stupori e tremori, Amélie decide di ritornare nel suo amato Giappone. Questo paese, che le ha sempre suscitato sentimenti contrastanti, rappresenta per Amélie un amore non corrisposto. È un amore vissuto tra dolci inganni e nostalgie, che questa volta si intreccia con il viaggio condiviso con la sua amica fotografa Pep.
Pep affianca Amélie in questo viaggio e le impone una regola fondamentale: non mostrare la nostalgia che la attanaglia. Questo divieto diventa una sfida personale per Amélie, costringendola a confrontarsi con le sue emozioni più profonde e a trovare nuovi modi per esprimere il suo attaccamento al Giappone.

«In questo libro io sono in viaggio con un’amica, un’amica molto speciale, che mi impedisce in qualche modo di esprimere la mia nostalgia per questo paese, perché è un sentimento che la disturba, la agghiaccia letteralmente. E dunque io in qualche modo sono persino contenta di non doverla esprimere, perché è un modo di provarla più forte ancora, per il semplice fatto di non poterla esprimere e di doverla nascondere.»
Un Viaggio di Riconciliazione
Tra un sorso di Champagne, suo secondo grande amore dopo il Giappone, e il supporto della sua traduttrice ed editrice italiana, Amélie si apre con onestà e semplicità. Mostra le profondità del suo pensiero e la complessità del suo universo narrativo, in cui l’autrice si confonde con l’eroina, in un rapporto osmotico simile a quello di Scott Fitzgerald con i suoi personaggi.
L’impossibile ritorno è il racconto di un percorso personale e intimo, che si muove tra ricordi e sapori, in costante disequilibrio tra dolore e lutto. I passi tornano lì dove tutto è stato detto, dove le storie hanno preso sostanza e il tempo mescola le carte in questo beffardo destino umano.

Il libro esplora temi universali come il senso di appartenenza, l’identità culturale e la lotta tra il desiderio di ritorno e l’impossibilità di farlo. Attraverso la narrazione delle sue esperienze, Amélie invita il lettore a riflettere su cosa significhi veramente “tornare a casa” e se sia davvero possibile farlo dopo aver vissuto tante vite diverse.
L’impossibile ritorno di Amélie è un viaggio emozionante e profondo, una storia di amore, amicizia e scoperta di sé, raccontata con una sensibilità unica che solo chi ha vissuto tra culture diverse può esprimere.
ilRecensore.it:«L’impossibile ritorno è il libro della riconciliazione, della consapevolezza che le lascia spazio per accettare la partenza, il lutto, la memoria e la sconfitta. È un racconto profondamente maturo, balsamico. Ha significato una svolta per lei? Ha fatto pace con una parte di sé stessa?»
Amélie Nothomb:«Credo che sia possibile. È la prima volta che torno in Giappone senza provare un senso di colpa. Mi dispiace di non essere riuscita a essere giapponese, ma alla fin fine penso che non sia grave perché penso di provare un sentimento di grande amore per questo paese.»
ilRecensore.it:«In tedesco, la parola HeimWeh racchiude il significato di nostalgia e ricordi legati a un luogo caro. Questo sentimento, simile a quello che Amélie prova per il Giappone, è descritto come un dolore fisico della nostalgia, un sentimento proustiano.»

Amélie Nothomb:«Sì, è un sentimento proustiano. Proust dice che in nessun caso bisogna tornare nei luoghi della propria infanzia, perché ci sono solo due possibilità. O i luoghi sono totalmente cambiati ed è orribile, o i luoghi non sono cambiati, ma tu sei totalmente cambiato ed è orribile anche questo»
La Scrittura come Migrazione
ilRecensore.it:«La sua scrittura è ancora adesso una migrazione sconosciuta, come ha scritto nelle pagine di Psicopompo?»
Amélie Nothomb:«Sempre. Mi preoccupo di togliere sempre di più da una frase e ogni volta tolgo qualcosa di più. Dico spesso a Daniela, che è la mia editrice, che fra trent’anni le porterò un libro che è un haiku»
La Chiacchierata a microfoni spenti con Amélie Nothomb
A microfoni spenti, la conversazione con Amélie Nothomb e la sua editrice Daniela si svolge in un’atmosfera molto rilassata e gli aneddoti si susseguono uno dopo l’altro.
Amélie Nothomb ha una routine di scrittura davvero particolare. Ogni notte, intorno alle 4, si sveglia e si dedica alla scrittura per almeno quattro ore. Questa prassi le consente di produrre una quantità infinita di manoscritti.
È inevitabile chiedersi quale criterio usi per decidere quale manoscritto proporre all’editore e cosa faccia con i suoi testi non pubblicati.

Amélie ci svela che la scelta del manoscritto da proporre è puramente istintiva. Confessa tranquillamente che il suo vecchio editore ha rifiutato tre dei suoi manoscritti, una decisione che lei non ha minimamente criticato. Anzi, afferma con naturalezza: «Mi sono sempre fidata del mio editore, perché ha molto istinto, e se non gli sono piaciuti quegli scritti aveva probabilmente ragione».
Un Aneddoto Interessante
Daniela, la sua editrice, racconta un aneddoto interessante che ci permette di conoscere meglio l’autrice. Racconta di un giorno a Roma quando Amélie continuava a chiedere informazioni sulle segrete del Vaticano. Questo avveniva in concomitanza con l’uscita del libro Sete. Dopo un po’, Daniela le ha chiesto perché le interessassero tanto le segrete. La risposta di Amélie è stata sorprendente: le segrete sarebbero state il luogo perfetto per nascondere i suoi manoscritti non pubblicati. Ancora oggi, Amélie ritiene che sia il luogo ideale!
Il Fascino dei Libri di Amélie Nothomb
Quando si parla dell’effetto che i suoi libri hanno sui lettori, che si può assimilare a un rapporto di dipendenza, Amélie commenta: «Mi fa molto piacere! Non ho nessuna spiegazione per questo fenomeno, ma penso che sia perché è una droga per me scrivere».
In conclusione, la chiacchierata con Amélie Nothomb e Daniela offre uno sguardo affascinante sulla vita e il processo creativo di un’autrice che riesce a catturare i lettori con la stessa intensità con cui lei stessa si immerge nella scrittura.

Ringrazio di cuore Luca Ammirati, Beatrice Cozzi Parodi e tutto lo staff dell’Hotel Riviera dei Fiori di San Lorenzo al Mare, che hanno organizzato un incontro meraviglioso e accolto con professionalità e gentilezza sia l’autrice, che i giornalisti. Felice di far parte di questo progetto che si rivela davvero prezioso per il nostro territorio e per gli amanti della buona lettura.